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Arch. Antoni Gaudì (Casa Batlò e La Pedrera)
03/07/2008
Antoni Plàcid Guillem Gaudí i Cornet (così il suo nome completo), cresciuto in una famiglia di artigiani, si diplomò nel 1878 alla Scuola Superiore di Architettura di Barcellona, ma già prima di diplomarsi riuscì a lavorare con i migliori architetti del tempo.
Nello stesso anno a Parigi durante l'Esposizione Universale avvenne l'incontro fondamentale per Gaudì quello con l'industriale Eusebi Güell y Bacigalupi, che sarà il suo principale mecenate commissionandogli alcune delle sue più famose opere.
Nel 1884 ottiene la direzione dei lavori della basilica della Sagrada Familia, una costruzione che assorbirà le sue energie fino al giorno della sua morte e che non riuscirà a completare. Trascorse gli ultimi anni della sua vita nel cantiere della Sagrada Familia in una solitudine quasi da eremita.
La Sagrada Familia, BarcellonaIl 7 giugno del 1926 fu investito da un tram. Il suo miserevole aspetto ingannò i soccorritori, i quali lo credettero un povero vagabondo e lo trasportarono all'ospedale della Santa Croce, un ospizio per i mendicanti fondato dai ricchi borghesi della Catalogna. Fu riconosciuto soltanto il giorno successivo dal cappellano della Sagrada Familia, e morì il 10 giugno.
Nonostante questa fine quasi miserabile, al suo funerale parteciparono migliaia di persone. I Barcellonesi lo definirono dal quel momento l'architetto di Dio. È sepolto nella cripta della Sagrada Familia.
Tra le sue opere principali ricordiamo La Sagrada Familia, La Pedrera e La Casa Milà.
su concessione Wikipedia
Gaudi: Casa Batlò a Barcellona
Casa Batlò
La Casa Batlló fu ristrutturata tra il 1905 e il 1907 da Antoni Gaudì a Barcellona, in Spagna, sul celebre Passeig de Gracia, al civico 43, nel mezzo dell’Eixample, il quartiere modernista di Barcellona.
Questo edificio rappresenta probabilmente una delle opere più riuscite dello straordinario architetto spagnolo.
Nel 1904 Joseph Batllò affida a Gaudì l'incarico di rimettere a nuovo Casa Batllò, uno spazio molto stretto e allungato e dalla forma rettangolare, che rappresentava sicuramente una sfida per l'architetto catalano.
Il lavoro di Gaudì modifico notevolmente l'aspetto dell'edificio, senza però cambiarne sensibilmente la struttura interna.
Nella parte bassa della facciata, Gaudì concepì dei corpi aggettanti di aspetto zoomorfo e fantastico (motivi ossei), evidentemente ripresi dall'art nouveau e in un certo senso anche ispirati dal gotico (si pensi ai corpi pensili delle cattedrali gotiche).
Nella parte alta della facciata, invece, Gaudì cercò un grande effetto di luminescenza attraverso la collocazione di maiolica frammentata di diverse dimensioni e forme.
Il tetto invece viene realizzato in maniera zoomorfo-fantastica (si rifà infatti ad un dorso di drago), utilizzando anche qui la maioliche (questa volta intere) di origine artigianale, che definiscono e rendono più evidente il riferimento fantastico.
Gaudì inserisce nel progetto anche una torretta dalla forma circolare, non regolare, coronata dalla croce a quattro bulbi, che diventerà il biglietto da visita del grande architetto catalano.
Per la prima volta nella storia, Gaudì progettò oltre alla struttura del progetto anche l'illuminazione interna ed esterna, collocando luci di grande effetto alla base del tetto, della torretta e della facciata stessa.
Gli interni si fondono l'uno nell'altro e sulle pareti, come per l'esterno, sono assenti spigoli e linee rette.
Alcuni particolari da sx: un lampadario, il caminetto, il tetto
La Pedrera
La Casa Milà, detta La Pedrera, fu costruita tra il 1905 e il 1907 da Antoni Gaudì a Barcellona, in Spagna, sul celebre Passeig de Gracia.
Gaudì progettò l'abitazione mantenendo fede all'indirizzo del modernismo,senza mai mettere da parte il suo spirito innovatore.
A livello tecnico egli decise fra i primi di utilizzare il cemento armato come elemento base, sul quale poi sovrapporre i materiali di copertura, come maioliche frammentate e pietra viva (per l'appunto "Pedrera").
Altro materiale fondamentale per Casa Milà è sicuramente il ferro battuto,utilizzato nelle porte,nei balconi e nella struttura stessa dell'abitazione.
Altra importante innovazione tecnica fu l'utilizzo del vetro armato che costituisce la pavimentazione trasparente di diversi balconi presenti nella struttura.
A livello architettonico scelse come elemento fondante la linea curva, chiaramente zoomorfa, che trionfa in svariati motivi presenti nella struttura (facciata, interni, mobili). Grazie al cemento armato poté permettersi di creare dei corpi fortemente aggettanti che stupirono i contemporanei per l'assenza di piloni atti a reggerli.
Sul soffitto piano, dissumulò i comignoli con splendide sculture dall'aspetto surreale e fantastico.
Attualmente è possibile visitare il tetto e un appartamento arredato con mobili d'epoca, in parte progettati dallo stesso Gaudì.
Nel sottotetto è allestito un interessante museo sulle tecniche costruttive di Gaudì.
Alcuni degli appartamenti presenti nell'architettura sono di proprietà privata e sono attualmente abitati.
Nel seminterrato invece sono presenti dei negozi e delle strutture di ricezione turistica.
Casa Milaà detta La Pedrera
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